La magnolia di Antonio

Soprattutto negli ultimi tempi, in cui sembra che abbracciare alberi faccia star bene, alcuni amici mi chiedono se l’amore per gli alberi è ricambiato.

Ma come? Anche se lo potessero fare (e non lo so), pensiamo davvero che pochi mesi di innamoramento possano portare alla reciprocità del sentimento?

Da millenni, per necessità, siamo tagliatori d’alberi per farne travi, tavole, legna da ardere, liberare spazio per i pascoli e i campi da coltivare.

Li piantiamo nelle nostre città senza curarci delle loro esigenze. Tanto “poi basta potare”, come se i rami crescessero come i capelli (e troppo spesso chi pota lo fa come fosse un barbiere, e dei peggiori).

Settant’anni fa abbiamo anche inventato la motosega, e così le dimensioni non sono più un limite. Anzi! Amputare pochi rami grossi costa meno tempo che tagliare molti rami sottili (e il legno lo vendo).

Ma … è davvero importante sapere se quell’albero antico e imponente (avete mai visto abbracciare alberi giovani) ricambia il tuo amore?
Antonio, 12 anni, gioca e parla con la sua magnolia. Non pretende nulla, ma dice che lei gli sorride e a volte gli fa l’occhiolino lo stesso 😉

Lucio Montecchio

 

antonio
La Magnolia di Antonio (A. Pizzoni Ardemani, 2016. Con il permesso di Elisa e Armando)

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