Drù !!!

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Abbiamo due soluzioni: un bell’asteroide e si riparte da zero o una somma di piccole cose, una somma di passi che arrivano a cento.

(“Una somma di piccole cose”, Niccolò Fabi).

Anno più anno meno, una cinquantina di milioni di anni fa e da qualche parte di quello che ora è il sudest asiatico comparivano le prime querce.

Coraggiose e pazienti, hanno lentamente colonizzato l’Europa e il Nordamerica.

Chiavi del successo furono la generosa produzione di ghiande e di gemme.

Le prime autonome e abili a colonizzare i dintorni, le seconde vincolate all’albero ma capaci di adeguarne la forma secondo necessità: alto, stretto, veloce, basso, lento, largo.

Le querce si sono diffuse ovunque il clima glielo permettesse, aggirando gli ostacoli o, semplicemente, fermandosi in attesa che il maltempo finisse. Un maltempo che poteva durare qualche migliaio di anni e che si chiamava glaciazione.

Nel corso dell’ultima, che ha ricoperto la quasi totalità dell’Europa, ben poche sono state capaci di correre a sud più velocemente del ghiaccio. Alcune però ce la fecero, arrivando sulle coste del Mediterraneo e poi verso est, fino all’Eufrate.

All’inizio fu un periodo di benessere e di convivenza pacifica col resto del mondo vivente.

Dopo qualche millennio, però, il sovraffollamento iniziò a essere la causa principale di una accesa competizione per la sopravvivenza. Le piante per la luce, gli erbivori per le piante, i carnivori per gli erbivori.

L’ idea venne a Drù, una quercia centenaria che godeva della stima di quasi tutte le altre.

Ragazze, il ghiaccio si sta ritirando. O ci inventiamo nuovi patti di convivenza, oppure ci allarghiamo verso il nord. Un passo alla volta, come abbiamo sempre fatto. Sappiamo plasmarci all’ambiente, sappiamo essere ambiente.

Le più pigre preferirono restar ferme dov’erano e i loro discendenti sono ancora là, lungo il bordo del Mediterraneo.

Sono lecci, e sotto al sole cocente che arrivò di lì a poco (si fa per dire) ispessirono le foglie. Nelle zone più interne e calde, poi, ispessirono anche la corteccia e divennero sughere.

Alcune temporeggiarono, fingendo di non sapere come trovare il nord, ma Drù spiegò loro che bastava tenere il muschio sul davanti.

E così, tra alti e bassi, la maggior parte cedette alla tentazione di una nuova esplorazione.

Lo fece sommando i caratteri migliori che ciascuno aveva, creando ibridi mai visti prima. Adeguando la forma allo spazio, le foglie alla luce, la corteccia al caldo e le radici all’acqua.

Dietro di loro si creò una lunga fila di scoiattoli, uccelli ed erbivori vari.

Perché, sapete, le querce non rincorrevano record di velocità, altezza, larghezza o vecchiaia. Loro spostavano boschi interi. Come oggi.

Seppero diventare roverelle, con una peluria fine sotto a ogni foglia per limitare la disidratazione. Poi diventarono cerri e roveri e, raggiunte le pianure fresche e umide dei grandi fiumi, si trasformarono in farnie.

In questo viaggio evolutivo, farnie e roveri arrivarono fino in Scozia.

E gli uomini?

Fecero lo stesso, subito dopo gli “uccelli e gli erbivori vari”.

Semplicemente al seguito, perché dentro ai boschi di quercia c’era quel che serviva.

L’idea venne a Olga, donna pragmatica e coi peli sulle gambe.

Stanca di aspettare, un bel giorno prese per i capelli il suo uomo e, indicando la colonna di querce con la clava che aveva in mano, esclamò “Drù!”.

L’uomo non capiva, forse, ma ogni qualche chilometro Olga lo strattonava guardando avanti e urlando “Drù!”, fin su in alto, in Britannia.

Drù … un suono strambo, ma così convincente da essere rimasto associato al legame fra querce e uomini fino a diventarne culto.

Druidico.

Lucio Montecchio

 

3 thoughts on “Drù !!!”

  1. Io amo le querce, ne avevamo una sul lago Maggiore, non abbracciavano il tronco neppure in tre adulti, figurati io, bambina, ma mi incantavo a guardarla da sotto in su, con le sue foglie che mi sembravano ricamate, le ghiande e gli scoiattoli che entravano in soffitta passando dai suoi rami. Qualche anno fa l’hanno abbattuta, troppo grande, impegnativa da seguire e chi raccoglie le foglie?. Ci ho pianto su perchè hanno abbattuto un pezzo della mia infanzia.

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