Stargate

20190923_222631

Ieri sera sono entrato nella galleria sotterranea di un insetto e ho passeggiato seguendo il micelio di un fungo simbionte, per poi ritrovarmi in una radice, nuotare nella linfa, uscire e rientrare dal foro di un picchio, ascoltare la voce di una ghianda, prendere la via di un ramo, sbucare dentro a una foglia e saltellare fra un tilacoide e l’altro, rimbalzando su una membrana cellulare.

E poi … ho alzato gli occhi e ho visto la fotosintesi; anzi, c’ero così dentro da sentirmene parte. Dopo trent’anni di formule e disegnini, stavolta l’ho toccata con mano, ‘sta meraviglia della natura (che a spiegarla in aula ci vuole mezz’ora buona).

Alla fine sono uscito da uno stoma, ho visto la Basilica dal Santo dall’alto e con calma mi sono tolto il caschetto spazio-temporale.

Un anno esatto di lavoro che ci ha permesso di costruire dal nulla la rappresentazione virtuale e dettagliata di una quercia, dentro e fuori.

Per superare le nuove frontiere della comunicazione botanica, in fondo, è bastato poco (ma si fa per dire): una squadra coesa e motivata, l’attrezzatura fantascientifica dell’ HIT Unipd, un bel po’ di esperienza alle spalle di tutti noi, tanto entusiasmo e pochi soldi.

Grazie, grazie davvero a Luciano, Laura, Rosa, Barbara e Giada, Alice, Marta, Eric, Piotr, Maria Barbara, Carlo e, chiaramente, all’Università di Padova e alla Regione del Veneto.

Che figo, ragazzi!

Lucio Montecchio

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.