Amico mio

firmate6

Caro Amico mio,

Sono otto ore che aspetto le parole giuste per questa lettera e non so ancora cosa scrivere.

Nel frattempo ho bevuto una bottiglia di quella Lancillotta che abbiamo imbottigliato assieme sei anni fa. E’ ancora buona sai, ma il tuo bicchiere è pieno, qui, di fronte a me.

Fuori c’è l’ultima neve e il sole sta battendo sul Grappa. Si, sarebbe una giornata bellissima, se non fossi dentro a un tornado fatto delle tante immagini e suoni che hanno accompagnato questi nostri ultimi vent’anni, o forse più.

Quand’è successo? Dev’essere stato in qualche bosco, con una frotta dei tuoi studenti per i quali sei sempre stato un supereroe, con tanto di nome d’arte. O forse al bancone del Sant’Osvaldo, chissà …

Mi si sovrappongono confuse le notti sotto la pioggia, infreddoliti, immobili, ad aspettare il bramìto giusto. E poi la scogliera di Montecristo, i nostri libri antichi e muffi, i cedroni e i taj di Tarvisio, le zingarate da Alfio, il mercato del pesce alle cinque, la tappa “cascasse-il-mondo” da Er Panzone e i rami di eucalipto infilati di nascosto sotto al mio sedile. “Questi i profuma mejo de l’arbre magìc”, ripetevi ogni volta ridendo.

Tutte le cose in qualche modo commestibili che abbiamo mangiato, come quella nutria grassa. “Gastronomia no limits”, e ridevamo complici.

Gli orsi di Kocevje, il tramonto dal tetto di Villa Jolanda, Lubiana di notte, quell’interminabile E45 alla quale siete affezionati solo tu e i tuoi cinquanta all’ora del cazzo, i cistercensi di Kostanevica e mille altri posti.

Quasi sempre per boschi, in posti freddi d’inverno e caldi d’estate. Perché poi?

Ci rivedo a passo lento giù, verso la Val Menera, a chiacchierare di abeti e di cervi, e poi seduti per terra a parlare di bosco fino a prenderne l’odore; a far lezione assieme il giorno dopo e poi a scherzare fino a tardi, mangiando le costicine della sera prima alle quattro di mattina.

Quante emozioni si stanno sovrapponendo, Amico Generoso!

Tutte belle, morbide, profumate.

Tutte difficili da scrivere, come è la vita vissuta.
E’una frase bellissima, quella che mi hai fatto recapitare stamattina. Breve, profonda, ricca. Parole d’amicizia vera, che le cose e il tempo non sapranno diluire.

Sarai un tatuaggio invisibile. “Un tatuaggio nel cuore”, ha detto Monica.

Si, sarà proprio così.

Ti sto tenendo la mano, lo senti?

Lucio

 

9 marzo

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