Ailanto (un nome da partigiano)

E così avete scoperto che adesso siamo una “bomba ecologica”.

Amico, da soli qui noi non saremmo mai arrivati. Trecento anni fa non sapevamo neppure che esistesse, l’Europa!

Noi stavamo bene dov’eravamo: ci chiamavano Albero del Paradiso, ci rispettavano e curavano in cambio di buon legno da mobili e mestoli, e di foglie e fiori da farmaci.

È che non vi basta mai, come sempre.

Vi serviva proprio deportare altri alberi esotici, vero?

Da ostentare lungo i vostri bei viali moderni, con le radici così fitte e fonde da tener su le scarpate sopra le nuove strade, da dar da mangiare a un insetto che cacava seta per farne bei vestiti eleganti.

E poi ci avete abbandonato; così, d’un tratto. Sostituiti dalla tecnica e dalla moda come sempre.

“Infestante”, dite.

Eh, sì. Aprite la finestra e dite un po’: quanti ne vedete, di nostri simili, dal vostro bel balcone?

“Beh, infestante-infestante no, però mamma mia quanto puzzano!”

Forse.

Però, dai, avete del gran buon tempo se per sentire questo odore che dite sgradevole dovete strapparci foglie e fiori e strofinarveli fra le mani, vero?

Ma avete una vaga idea della puzza dei vostri scarichi che noi filtriamo pur di farne legno, o oramai vi ci siete abituati?

E così ci siamo spostati ai margini della vita vostra, in posti che non sapete neppure che esistono, nei giardini abbandonati, nelle case vecchie, sotto i ponti, sui terreni dimenticati, poveri, pietrosi, detestati dagli alberi alla moda, sul sasso e sotto il sole rovente.

Con tutti gli altri reietti e randagi, nella parte grigia del vostro mondo.

Almeno qui, però, lasciateci vivere.

Con vive cordialità

C.E.A.

Coordinamento Europeo Ailanti (siamo buoni e siamo tanti)

PS: ne riparliamo fra una cinquantina d’anni, quando vi serviranno alberi che crescano nell’arsura.

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