Austerità

All’inizio degli anni settanta il petrolio e i suoi derivati, fino alla corrente elettrica, erano contingentati.

I motivi erano sostanzialmente bellici: la chiusura del Canale di Suez durante le guerre mediorientali a cavallo fra anni 60 e 70 e l’embargo arabo dovuto al fatto che nel 73 ci eravamo schierati dalla parte di Israele.

L’illuminazione delle vetrine e le insegne elettriche furono proibite, per strada c’era un lampione acceso ogni tre ma, soprattutto, nei giorni festivi si potevano usare solo mezzi pubblici e biciclette.

Le domeniche invadevamo le strade di palloni e biciclette.

Non credo che sia morto qualcuno, di austerity (ma perché non la chiamarono in italiano?).

Abbiamo risparmiato soldi e ambiente.

Dal primo ottobre la bolletta elettrica aumenterà del 40%, dice il Ministro alla Transizione ecologica.

Quaranta per cento.

Dice che le aziende, dopo il rallentamento dovuto al Covid, stanno producendo a pieno regime e hanno bisogno di più energia che, prodotta coi metodi attuali, non basta più.

Tutto questo si scaricherà sul prezzo finale dei prodotti di quelle aziende (che potremo scegliere se comperare oppure no) e sulle nostre bollette di casa.

Quaranta per cento.

Non credo che cambieremo le nostre abitudini.

Sarà più facile cambiare opinione sulla necessità del nucleare, ma spero di sbagliarmi.

Penso che un po’ di austerity preventiva, prima che siano le guerre e i grandi colossi dell’energia a imporcela, non sarebbe male neanche oggi.

LM

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.