Forse iniziò così

“Lo senti il canto delle cicale? Proviene dagli alberi lungo il fiume. Qui potrebbe essere il posto buono per costruire la casa dei nostri sogni. Con la veranda, il barbecue sul retro, i gerani alle finestre, i pomodori nell’orto e le pecore al pascolo. D’estate potremmo andare al mare coi bambini”.

Probabilmente lei si espresse con occhi entusiasti e gesti ampi, ma quei suoni gutturali erano incomprensibili.

Lui ci provava, sorrideva, si guardava attorno, ma non capiva.

Allora lei prese una scheggia di pietra rossa e iniziò a disegnare la forma di quei suoni su un grande sasso: le montagne, il sole, qualche uccello in volo, un fiume piegato verso sinistra, uno verso destra e nel mezzo loro due, due bambini, una casa con la veranda e il fumo che usciva dal camino, un cane, un grande albero, un campo di frumento, due pecore al pascolo e più in basso il mare, a unire in un sorriso i due fiumi.

L’uomo si guardò attorno e la sua mente riuscì finalmente a vedere. E si sentì libero di sentirsi stanco. Posò a terra la sacca pesante, cinse delicatamente i fianchi della sua compagna e sorrise.

Anche i due fiumi, sorrisero.

LM

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