Tag: capitozzatura

Il vecchio e il giardino

20190405_172900501169366144027659.jpg

– presunzione umana –

Come ogni anno, Marco Bellosguardo si arrampicò sugli alberi del giardino.

Ne aveva dodici e ne potava quattro all’anno, in modo da tornare sugli stessi ogni tre anni: così indicavano i testi sacri dell’ addomesticazione vegetale, quella dolce e romantica.
A Marco piaceva liberare i suoi alberi dei rami prodotti per errore, in modo approssimativo e disordinato; soprattutto gli piaceva sagomarli fino a far prendere loro una forma finalmente equilibrata.
Si sentiva utile, una specie di “angelo delle piante distratte”, ecco.
E le potava con attenzione, attento alle regole d’oro che trovava nei libri e alle indicazioni di amici che non mancavano mai di mettere il pollice in su alle sue foto prima-dopo.
Un giorno lesse distrattamente che in epoca romana il pollice in su significava l’esatto contrario e che in alcuni Paesi significa “questo te lo metterei dove non batte il sole”, ma liquidò la faccenda abbozzando un sorriso.

Nonostante le sue approfondite letture sul comportamento e l’intelligenza delle piante, però, non si capacitava del fatto che le sue fossero così distratte da continuare a rifare nuovi rami esattamente da dove li aveva tolti, costringendolo a tornarci sopra ogni volta.

Finché, un bel giorno di fine febbraio, un raggio di sole filtrò attraverso la boccia dei pesci rossi ed ebbe finalmente La Rivelazione: le piante chiedevano la sua compagnia!
Far rami dove a lui non piaceva era l’unico modo per richiamare la sua presenza.

Stappò un bianco da grandi occasioni e, col calice in mano, andò ad inciderci sopra un grande, profondo cuore.

.

L’ignoranza genera fiducia più spesso della conoscenza”, scrisse Charles Darwin ne L’origine dell’uomo.

Lucio Montecchio

Acconciature vegetali

L'immagine può contenere: cielo, albero, abitazione e spazio all'aperto

Avete presente le foto appese dal barbiere?

Quelle che tu entri e trovi alcuni tagli alla moda fra i quali scegliere e poi ne fanno uno su di te e dopo due ore ti guardi e ti viene da piangere?

Ecco, in questi giorni stanno ripartendo i cantieri di potatura e mi sembra proprio che alcuni di questi cosiddetti arboricoltori selezionati con cura da molte amministrazioni abbiano poche idee e certamente confuse.

Sia chiaro: senz’altro ripudiano il mastice (perché credono che ne esista un solo tipo). Senz’altro sono bravi a potare “salvaguardando il collare”. E ci mancherebbe altro! Dopo trent’anni di libri, incontri, convegni e articoli, lo sa anche mia nonna in carriola!

Ma chissenefrega, se poi non conoscono la fisiologia del cedro e lo potano come fosse una magnolia? Se credono ancora che i rami crescano dalla base come i capelli, e non dall’apice come … i rami?

Credo che questi barbieri di alberi (che per fortuna sono una minoranza) abbiano stampato in mente due tipi di acconciatura: a sfera e a cono. Latifoglia e conifera, come nei disegni dei bambini. Sennò non si spiegherebbe perché stanno potando quel pino nero dandogli una forma da abete.

Lucio Montecchio