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Quote d’ossigeno

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Fra le isolette al largo dello stretto di Tarwich ce n’è una totalmente ecosostenibile, frutto della visione lungimirante di Theo Brooms, un magnate finlandese che se l’è comprata e ne ha fatto la prima “O2 Land”.

Di là dal fatto che Mr. Brooms l’ha chiamata così per banali motivi di marketing, si tratta di un progetto del quale sta iniziando a parlare con interesse un’ampia parte della comunità ambientalista.

In sostanza, invece di pagare per il carbonio emesso, chi sceglie di abitarci paga per l’ossigeno che serve a liberare quell’anidride carbonica.

Cambia ben poco, ma l’immagine che la materia prima abbia un valore almeno uguale allo scarto, mi sembra geniale.

Funziona così.

Ufficio Anagrafe. Sulla parete campeggia una targa di legno uguale a quella appesa nel bar di Alfio: “Per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno”.

Buongiorno, vorrei far domanda di residenza.

Bene, sa già come funziona?

Non proprio.

E’ semplice: una volta verificato il suo casellario giudiziario, calcoliamo di quanto ossigeno il suo stile di vita ha bisogno e, se concorda, versa l’ O2Tax. Che corrisponde al numero di alberi che provvederemo a piantare.

Mi sembra una buona idea, proviamo.

L’impiegato accende il computer e inizia con le domande: classe energetica della casa, cubatura, tipo di riscaldamento, se c’è il condizionatore, l’asciugatrice, il frullatore e via così. Alla fine tira la somma: 98 alberi.

In famiglia quanti siete?

Due adulti, due bambini e un cane.

Nove alberi. Fate sport?

Corro sull’argine con mia moglie e i bambini vanno a nuoto.

Bene. 4 alberi.

Scusi, ma qui si paga anche per correre?

Certo, ha idea di quanto ossigeno brucia uno che fa sport? Ma non si preoccupi, vivrà più a lungo.

Dieta?

No, da lunedì.

No. Intendevo onnivori, vegetariani, vegani o altro?

Ah. Io, i bambini e il cane mangiamo carne, mia moglie è vegana.

Automobili?
Una 2500 diesel e un’elettrica.

Quindici e tre, diciotto.

Tre alberi per l’elettrica?

Certo! Anche lei crede che la corrente nasca dentro alle prese?

Dunque, aggiungendo il 10% per imprevisti e spese generali, sono 150 alberi. Cinquanta a rapido accrescimento, per i bambini, e 100 più lenti per i genitori.

Per piantarli serve mezzo ettaro e dovremmo rinunciare al parcheggio là in fondo, perché siamo in un’isola e lo spazio, come vede, è limitato.

Poi ci sono le spese di impianto e manutenzione, ma quelle sono davvero basse.

In tutto sono 180.000 euro.

Ma come? 150 alberi per vivere in quattro? Vorrebbe dirmi che per tenere quel condominio in pareggio servono 2000 alberi?

E’ così, sono sulla collina là dietro.

Senta, in Italia ho un bosco di 600 alberi, posso metterne 150 a bilancio qui?

Non più di 75. I residenti devono avere almeno metà delle quote d’ossigeno nel comune d’emissione.

Si ricorda di quell’azienda asiatica che spergiurava di ammortizzare quote di carbonio in Bignonesia, che poi si è scoperto che neppure esisteva?

Può farlo per sé, ma sono il primo a dirle che il gioco non varrebbe la candela, o per i suoi bambini, o per i suoi nipoti.

Lucio Montecchio