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Facce da Bar

 

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Oltre questa tastiera c’è il FaceBar, con le pareti blu e le foto dei clienti in vetrina come dal barbiere in Penny Lane (a me piace questa versione).

Il “Bar delle Facce” fa compagnia e rilassa, ti fa sentire parte di un gruppo. E poi, qui è tutto gratis: birra, tramezzini e opinioni. 

Il lunedì ci si ritrova per un  grande classico: i commenti sulle partite. C’è chi sa come si fa e non si fa, il solito che dice che l’arbitro è un gran cornuto e chi entra vestito da CR7 urlando “abbiamo vinto”, come se in campo ci fosse stato lui.

Per fortuna fra gli avventori c’è quasi sempre Gregorio Rasputìn, il vecchio allenatore dell’Albignasego Football Club: lui sa, perché dieci anni fa curava la rubrica “Io sono io” nel Bollettino di una parrocchia che purtroppo oggi non esiste più per colpa dei cambiamenti climatici e dell’invasione degli stranieri, nonostante il Piave ci avesse messi in guardia già un secolo fa e Nando continui a farlo quotidianamente.

La parola di Rasputìn è legge, e quando finisce di parlare da sopra una sedia alziamo tutti il pollice urlando “Like” e brindiamo felici, dandoci delle gran pacche sulla fronte col palmo.

Negli altri giorni cambia il soggetto (ad esempio parliamo molto dei vantaggi della bava di lumaca, del naso rifatto di quella di Sanremo, della presunta intelligenza dei virus oppure mettiamo a confronto le geometrie possibili della turbina dell’auto di Gek con quelle della Terra), ma le dinamiche sono sostanzialmente le stesse: si confrontano opinioni opposte, ci si insulta per un po’ e poi si da’ tutti ragione all’esperto di turno, che se non fosse che gli mancavano due esami si sarebbe laureato.

Ad esempio, alla serata dedicata a “piante, dadi e datteri” si presenta sempre qualcuno con la foto di un albero del quale ha già assunto la responsabilità della cura, chiedendo di che specie si tratti e soprattutto di che cosa è malato. Perché, si sa, gli alberi sono sempre malati, basta cercare bene.

E lì, ragazzi, parte il toto-sono-figo.

Tutte le opinioni sono seguite da un certo numero di Like e, come è giusto che sia, vince quella più votata. Io sorrido, pensando al fatto che al mio medico non spedirei mai la foto dei miei occhi arrossati chiedendo di cosa si tratta, perché mi risponderebbe “amico mio, devo vederti. Magari poi ti mando da un oculista, o da un epatologo, o da un endocrinologo, per ora non lo so. Forse sono solo le grappe di ieri sera, ricordi? No, vero? Facciamo un po’ di esami e aspettiamo la diagnosi”.

Già … la Diagnosi. Stupida e inutile pratica preistorica!

E così mi adeguo pur di restare nel gruppo più pazzo del mondo, fingendo di non aver “mai aperto i libri alle mie spalle, che tra l’altro non sono neanche miei”, come ebbe a dire con orgoglio un personaggio interpretato da quel genio di Natalino Balasso (porca miseria, non trovo più il video su Utube).

A chi mi mostra la foto sfocata dell’albero mezzo secco, senza neppure inforcare gli occhiali rispondo che indubbiamente si tratta di una normale reazione fisiologica e che togliere i rami secchi risolverà la causa. (Oh! Mai uno che chieda qual è la causa).

In fondo è corretto, perché l’ha detto l’esperto al Bar delle Facce, dove dall’alto di una sedia blu puoi dire quel che vuoi, basta che sia credibile e gratis.

Lucio Montecchio

 

il disegno del Like è tratto da http://www.freeiconspng.com