Tag: rovere

Rovere

firmate1 (14)

 

Pochi giorni fa, un collega che mi onora della sua amicizia mi ha chiesto che albero preferisco.

Porcamalòra …. non ci avevo mai pensato.

Se si trattasse di oggetti sarebbe abbastanza facile. Ma così come con gli amici, i libri o la musica, come si fa? La mamma o il papà? L’estate o l’inverno? E’ una questione di momenti vissuti, sensazioni e sfumature.

Mi viene in mente il disegno dello stemma del mio paesino, mal copiato il quel quaderno di terza elementare che mi è passato fra le mani qualche settimana fa. Ci sono un ponte, un timone da barca e due rami incrociati. Ulivo e quercia, pace e forza: un grande classico.

Ulivi no, ma querce ce ne sono sempre state parecchie, attorno a me. Farnie, Quercus robur, quelle che fino a qualche secolo fa abitavano le pianure europee da protagoniste.

“Ma come, farnia? Rovere!” mi correggerebbe Renato. Si, perché farnia e rovere sono due specie così simili da riuscire a ibridarsi fra di loro e, siccome il loro legno si assomiglia parecchio, i falegnami chiamano entrambe rovere.

E poi, diciamocelo, a chi è venuto in mente di chiamare farnia una pianta possente e vigorosa? Vuoi mettere Rovere, onomatopea di robustezza e durevolezza, che solo a dirlo gratta in gola?

Diciamocelo, dai: farnia è un nome da piante fighette. Chi mai comprerebbe un porto o uno cherry invecchiato in botti di farnia? In questo blog, perciò, concedetemi il sinonimo farnia-rovere. Farete contento anche Renato.

Di rovere sono quei quattro metri cubi di tavoloni accatastati nel garage di mia madre in attesa del tempo e della serenità che ci vogliono per costruire un barca. Intanto però alcune di quelle tavole sono diventate taglieri e appendiabiti per gli amici.

Di rovere sono il tavolo e le sedie che mi ha regalato l’amico Doc. Sono come nuovi, ma hanno arredato prima casa sua, poi quella di Lele e poi la mia: il rovere dura.

Pam è rovere, come lo sono i suoi cugini di Sherwood e quelli nella tenuta di quello scavezzacollo di Benedict (nella foto uno dei tanti, sui 700 anni).

Di rovere parlano alcuni post che ho scritto in questo blog. O di ghiande (1, 2), che spesso raccolgo per avere in tasca qualcosa di piacevole da accarezzare.

Poi vado sull’argine, le ricopro un po’ e spero che diventino un bel Barbalbero centenario.

Finché non cambio idea, perciò, Rovere sia.

Lucio Montecchio