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M49

Altre parole sono del tutto inutili.

Lucio Montecchio

 

Dicono che sia capace di uccidere un uomo.
Non per difendersi, ma perché non è buono.

Lo dicono loro, che sono scienziati affermati. Classe di uomini scelti e di gente sicura.
Ma l’unica cosa evidente, l’unica cosa evidente è che il mostro ha paura.
Il mostro ha paura.
È alla ricerca di un posto lontano dal male. Certo: una grotta in un bosco sarebbe ideale.

Ma l’unico posto tranquillo è quel vecchio cortile: l‘unico spazio che c’è per un grande animale.
Dicono: “siamo in diretta, lo scoop è servito”! 
“Questa è la tana del mostro, l’abbiamo seguito!”, dicono loro, che sono cronisti d’assalto, classe di uomini scelti di gente sicura. 

Ma l’unica cosa evidente, l‘unica cosa evidente è che il mostro ha paura.
Il mostro ha paura.
Basta passare la voce che il mostro è cattivo, poi aspettare un minuto e un esercito arriva

Bombe e fucili. Ci siamo: l’attacco è totale.

Gruppi speciali circondano il vecchio cortile.
Dicono che sono pronti a sparare sul mostro. 
“Lo prenderemo sia vivo che morto, sul posto!”, dicono loro che sono soldati d’azione.
Classe di uomini scelti e di gente sicura.
Ma l’unica cosa evidente è che il mostro ha paura.
Il mostro ha paura.

Vorrebbe farsi un letargo e prova a chiudere gli occhi, ma lui sa che il letargo viene solo d’inverno.
E riapre gli occhi sul mondo, questo mondo di mostri che hanno solo due zampe, ma sono molto più mostri.
Gli resta solo una cosa: chiamare il suo mondo lontano.
Lo fa con tutto il suo fiato, ma sempre più piano“. 

Testo (l’ho ripunteggiato, chiedo scusa all’autore) e musica di Samuele Bersani.

Foto forestalinews.it